Non tutti i mali…

11 11 2007

Questa settimana ho un colloquio per un posto in un Apple Premium Reseller. Nel mio piccolo spero che tutto vada nel verso giusto, dato che anche solo avere quel posto sarebbe l’inizio di una catena di cambiamenti niente male. Innanzi tutto la possibilità di lavorare in Milano centro, possibilità che non ho mai sperimentato ma che sogno da tempo. Da lì la necessità di trasferirmi da dove sono ora perchè sarebbe davvero troppo scomodo fare tutti i giorni Bonate Sopra-Milano centro. Diciamo pure impossibile da fare. Questo farà in modo di trovarmi un appartamento in affitto (una mia amica ne affitta uno in porta genova) mollare giù la macchina e muovermi a piedi. In effetti sarebbe la realizzazione di un sogno (ne parlavo tempo fa qui).

Gli scenari futuri iniziano a farsi interessanti, ed io sto ritrovando le energie necessarie per reagire.





Un nuovo lavoro?

9 11 2007

Sembra pazzesco. Ieri sera sono uscito a cena con il mio vecchio per fare due chiacchiere e per avere un po’ di consolazione. Abbiamo parlato sia del licenziamento che di svariati problemi a casa. Per poi toccare temi leggeri come il cinema e la musica. Arrivati al caffè ho iniziato a raccontargli un idea che mi frulla in testa già da un po’, cioè della mia volontà di voler lavorare nel web e specializzarmi su tutti quei bei linguaggi che usano i webmaster seri per creare portali di un certo livello e applicativi web. Gli ho raccontato in sintesi tutta la storia del web 2.0, di flickr, di anobi, di twitter e di tutti gli altri social network e di come questi aspetti stanno ridando nuova linfa. La possibilità di scenari futuri e la grande evoluzione costante di questi ultimi tempi e di quelli futuri.

Ne abbiamo chiacchierato per un bel po’ e lui mi ha dato l’impressione di aver capito (quasi) tutto e poco prima di pagare il conto, mi ha chiesto di rifargli il sito dell’azienda (effettivamente l’attuale fa un po’ pena…) Io ho subito chiarito che sui linguaggi sono scadente e che a volerlo fare con sistemi What You See Is What You Get non sarebbe venuto bene come uno si aspetta. Lui mi ha tranquillizzato e mi ha detto di chiamare persone che conosco, un po’ per seguire il lavoro e i vari contenuti e un po’ per “rubare” l’arte.

Non può considerarsi chissà cosa, ma sicuramente mi permetterà di tenere la mente occupata, mentre seguo qualcosa che mi piace. Non è da sottovalutare. Nell’attesa di vedere cosa succede…





8 11 2007

Sto rimuginando su quanto accaduto oggi… e non va bene. Faccio ancora fatica a rendermene conto per la velocità con cui è accaduto.

Voglio però ringraziare tutti coloro che mi hanno dimostrato solidarietà, su Twitter, nei commenti e via email. Oltre a tutti quelli del “real life” come i miei e il mio (ex) collega Michele.

L’unica cosa che ancora non mi spiego sono quei due commenti al post precedente che questo Luca ha lasciato. Sono gratuiti e volgari. Questo Luca non ha nemmeno le palle di lasciare una email rintracciabile, cafone e vigliacco fino alla fine. Ma forse ho capito chi è, aspetto solo di confermarlo per far partire lo sputtanamento (Caro Luca, non mi hai mai visto incazzato…)

PS: menomale che sw4n ha fatto un bel post sulle seghe (della serie: “sei disoccupato, allora stai tutto il giorno con l’uccello in mano”)





tutto in quindici minuti

7 11 2007

Oggi mi hanno licenziato. Così, di punto in bianco mi ritrovo disoccupato. Non un presagio o un avvertimento nei giorno scorsi. Un’ oretta fa la doccia gelata, fredda e improvvisa. Ancora faccio fatica a rendermene conto, ancora faccio fatica a trovare motivazioni valide per questo. Le loro motivazioni sono state piuttosto fumose e inconsistenti, ma ero nel periodo di prova e quindi hanno potuto fare come volevano. Risultato: in meno di un quarto d’ora c’è stata la notizia, il dibattito inconcludente per conoscere i motivi, lo svuotamento della scrivania (con il capo che osservava che non mi fregassi niente), veloce e fugace “arrivederci” ai miei (ormai, ex) colleghi e uscita di scena con la coda fra le gambe.

Ora sono a casa. Una bella doccia calda e svariate sigarette non hanno sortito alcun effetto. In compenso il mio gatto Lapo avverte che c’è qualcosa che non va, mentre me ne sto qui triste a picchiettare sulla tastiera in silenzio, e cerca continuamente il mio naso per strusciarsi e fare fusa. Forse ha capito o forse no, ma in questo momento è l’unica cosa che mi trattiene dalla disperazione totale.