Dio…Che estate! /1

Già! Si potrebbe definire l’estate più inusuale che mi sia mai capitata.

E’ già da un po’ che ho la possibilità di aggiornare questo blog ma ancora non ne ho avuto il “coraggio”. Avevo paura di rovesciare su di voi quelle tristi e malinconiche esperienze di un estate che aveva, ormai, cessato di esistere. Questa paura ormai è scongiurata, dato che ho intenzione di scrivere proprio “quelle tristi e malinconiche esperienze”! Ma forse lo farò diversamente da come potete immaginare (eccecavolo, sennò che senso avrebbe continuare a scrivere? no?!?)

Quest’anno le mie vacanze sono iniziate il 31 di giugno e mi sembra siano passati solo un paio di giorni da quanto sono passati in fretta questi due mesi.

Il 2 di Luglio ero già sull’aereo per Londra con il progetto di restarci tutte e due i mesi cercandomi un lavoro e una stanza da condividere. Il progetto è riuscito a metà, visto che ho trovato la stanza ma non il lavoro e mi sono ritrovato alla terza settimana a non avere di un puond per mantenermi in una città CARA come Londra. Mi è dipiaciuto tantissimo, veramente! Mi sarebbe piaciuto girarla, conoscerla respirala ancora di più. Nonostante fossi abituato ad una città come Milano mi sono dovuto rendere conto di quanto possa essere grande il mondo là fuori! Vedere marciapiedi larghi quattro metri interamente ricoperti di gente indaffarata con enormi bicchieri di caffè tra le mani e vestiti firmati. Il fatto di vedere enormi quartieri e stradoni impossibili da percorrere a piedi tanto sono vasti. Una moltitudine di etnie religioni e caratteri. L’enorme offerta di cultura e spettacolo. I supermercati aperti 24 ore su 24. L’elenco sarebbe davvero infinito.

Se dovessi salvare solo un ricordo sceglierei senza dubbio la serata di Ludovico Einaudi all’ iTunes Festival. Già conoscevo il festival prima di partire (ve lo avevo anche segnalato!) e speravo in cuor mio di poterne vedere almeno uno. Uno dei primi giorni in cui mi trovavo a girare in cerca di lavoro comprai il “evening standard” che ogni giorno metteva in palio dei posti ogni giorno per una serata diversa. proprio quel giorno i biglietti per Einaudi. Dicisi di provarci con una procedura che andava fatta sul loro sito e me ne dimenticai. Almeno fino alle 14.00 del 16 Luglio, quando mi arrivò una e-mail che mi diceva che se volevo vincere i biglietti (erano 20 in palio) dovevo rispondere alla mail il più in fretta possibile dicendo il mio nome. Quattro ore dopo, l’e-mail definitiva che mi diceva che avevo vinto un concerto che iniziava tra un’ora e mezza! In una città come Londra era giusto il tempo per vestirsi (di corsa) ed arrivare (sempre di corsa) all’ ICA dove si teneva il concerto. Da Clapham Common (dove avevo la stanza) presi la Northern Line fino a Charing Cross e qui mi concessi, solo per quella volta, un taxi. Un po’ perchè sapevo che non era lontano (il tassista stesso ha cercato di dissuadermi) e un po’ perchè non volevo rischiare, comunque, di sbagliare strada a piedi. Arrivai, mi consegnarono il bellissimo porta-badge marchiato iTunes e la tessera con l’artista che si esibiva quella sera, più 10 canzoni gratis che non sono riuscito a sfruttare. Un po’ di attesa al bar e finalmente iniziano ad aprire le porte della sala, io vi entrai per terzo. Mi resi conto che avrei veduto il concerto appoggiato al palco. Non riuscivo a crederci. E dalla parte del palco privilegiato (me lo ero scelto bene!) dato che ero leggermente alla destra del pianoforte. Ora, immaginate questa saletta concerti riempita da non più di 300 persone, con questa musica di piano che si muove in un silenzio tombale, una musica che onestamente non avevo mai ascoltato prima d’ora (conoscevo solo “Le Onde”) e Lui, Ludovico, che me le intona a meno di un metro da me. Potevo vedere le espressioni contratte nei pezzi più difficili, le dita che accarezzavano l’ultimo accordo prima della fine del brano, i suoi occhi chiusi nell’istante di silenzio che precede l’applauso, quell’istante in cui aspetti che le ultime note si dissolvano nell’aria per farti ritornare cosciente.

Uscii stordito e sazio nonostante fossi a digiuno. Tornai a casa senza ipod nelle orecchie aprii iTunes e comprai subito “Divenire” e la feci diventare la colonna sonora di quel viaggio. Gli ultimi giorni, quando il mio volo di ritorno era già prenotato e i miei soldi dietro sempre meno, giravo sul 137 al secondo piano e con quell’ album nelle orecchie salutavo Londra e piangevo. Le dicevo “arrivederci”!

Il 23 di Luglio ero già a Milano. L’ultimo mese è stato lo stesso atipico anche se un po’ meno interessante. Se ne avrete voglia (o se ne avrò io…) sarà l’argomento del prossimo post.

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Una risposta a “Dio…Che estate! /1

  1. Passavo di qui per caso e ho letto questo post su Londra!
    Ha contribuito a esagerare ancora di più la mia voglia di vedere la capitale Inglese! E dire che tra una settimana sarò lì! ^^
    Spero solo di nn rimanere al verde!
    Ciao, Roby!

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